sabato 29 dicembre 2007

Prima lezione di dari

Nam e man Chiara hast. Chiara emroz kuja hast? Chiara emroz dar Kabul hast. Khana e Chiara dar Kabul hast. Anha harroz hastan?
Otto mi prendeva in giro, quando dicevo che una volta a Kabul avrei voluto imparare il dari...Io , una volta a Roma, lo prendero’ in giro in dari se saro’ in grado di farlo..Insomma ho deciso di ammortizzare i tempi kabulini, prendendo qualche lezione di dari. Ne avevo bisogno..il lavoro in ospedale mi porta a contatto con numerosi afghani, di cui pochissimi conoscono l’inglese..e ti senti veramente un idiota quando non riesci nemmeno a comunicare qualcosa di elementare..e come mi fa notare, in una recente conversazione, Maria (compagna di viaggio in Laos e Cambogia n.d.a.) che la mia voglia di comunicare e’ forte e lo scrivere un blog e’ mia degna espressione, non potevo certo autoisolarmi dal mondo afghano e dagli afghani non imparando qualche parolina di dari..
Per ora si parte col comunicare, e quindi imparero’ frasi traslitterate in alfabeto occidentale in dari..magari piu’ avanti imparare a leggere l’alfabeto persiano..sarebbe bellissimo..Inshallah!!
Il dari e’ affine al persiano moderno, il farsi, ed e’ parlato dall’80% della popolazione afghana. Dari e’ l’abbreviazione di darbari che vuol dire corte reale, ed era il linguaggio di corte dei Sassanidi, ultima dinastia originaria della Persia prima della conquista islamica, avvenuta intorno all’anno 650. Non vi sentite gia’ in un’atmosfera da Mille e una notte o in un rubayat di Omar Khayam? Io ogni tanto si.. Il dari e il pashtun sono le lingue ufficiali dell’Afghanistan ..intanto iniziamo con la prima!!!

mercoledì 26 dicembre 2007

Ciao Sergio

Oggi sono 7 anni che Sergio non e' piu' con me, con noi. La sua despedida mi ha lasciato un vuoto incredibile, difficile, impensabile colmare neanche col passare del tempo. Ogni giorno, ovunque io sia, lo sento vicino come non mai; sento le sue risate, la sua ironia pungente, il suo sorriso, la sua vivacita', la sua gran voglia di vivere e mi basta pensare a un momento passato insieme che il resto scivola via. Non il suo ricordo, sempre presente e vivo in me e in chi gli ha voluto bene. Lo immagino partito per un viaggio, lontano, in qualche bel posto a godersi la vita..La morte non spezza i sogni, li trasferisce in un limbo per noi irraggiungibile, inavvicinabile. Questo fa male: la mancanza della condivisione di un sogno con la persona amata. Ma poi metto via la rabbia e torna a farmi compagnia il verso di una canzone a me cara:"Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi..."..E il mio sorriso torna a farsi dolce accanto al suo...
Ciao Sergio, mio indimenticabile fratellino adorato.

martedì 25 dicembre 2007

Natale a Kabul


Giornata limpida e tersa..Il cielo era limpido da ogni polvere e foschia e lasciava vedere le montagne splendide, innevate..L’atmosfera del Natale non e’ stata invasiva e pesante come altre volte ho vissuto. Un pranzo a buffet in ambasciata e saluti ai diversi italiani presenti: cooperanti, amministrativi, militari, giornalisti e l’ambasciatore, ospite di tutta la vivace brigata. Mentre fuori a Kabul e’ un giorno normalissimo, strade affollate di gente, traffico, bancarelle e carretti che vendono di tutto, negozi aperti e del Natale non si sa nulla.
Ora sono a casa davanti al pc a scrivere gli auguri a tutti voi: a chi mi ha telefonato, a chi mi ha scritto email a cui devo ancora rispondere, a chi mi ha mandato un sms, a chi mi ha cercato su skype, a chi mi ha solo pensato per un momento.Non sono stata puntuale nel rispondere a molti di voi. Ma credetemi che tra le poche certezze che ho in questo momento c’e’ quella del vostro affetto forte che sento in modo vivo continuamente, nei momenti belli e piu’ difficili che questo Paese mi offre. Buon Natale!!Anzi, come mi ha detto Daniele S., buon solstizio!!!!

martedì 11 dicembre 2007

E il presepe è quasi completo...

Oggi prima nevicata a Kabul..Stamattina il cielo era bianchissimo ed era scomparsa dalla mia vista la montagna che vedo tutte le mattine dalla mia stanza. Esco per andare all’Ospedale di Esteqlal, e quando sono in macchina in mezzo al traffico, iniziano a scendere i primi fiocchi di neve. Bellissimo. Cadono morbidi, sono grandi e danzano nell’aria fredda, per poi baciarsi con la polvere delle strade kabuline. Lì si trasformeranno in antipatico fango, ma non importa, lo spettacolo che ho appena visto mi fa dimenticare le scarpe che a breve ne saranno piene.
E penso manca solo il Bambinello qua a Kabul. Madonne col chaderì azzurro ce ne sono ancora molte, così come di Giuseppi falegnami, per non parlare di infiniti re magi nei vestiti tradizionali afghani, asinelli e buoi per le strade, e come pure di pastorelli con capre e poche pecore, e sullo sfondo colline con casupole di fango. Anche quest’anno non faccio il presepe, ma mi rendo conto che la possibilità di viverlo in questa maniera mi rende privilegiata.

Kabul University

Domenica, qui è festa il venerdì, sono andata in compagnia di Laura, dove lei è la lettrice di italiano, all’Università di Kabul. Era il suo ultimo giorno di lezione (le università,come le scuole chiudono durante i mesi invernali per la difficoltà degli spostamenti e per il problema del riscaldamento delle strutture scolastiche e riaprono a marzo) e ha deciso di portare cioccolatini, biscotti e bibite per salutare i suoi ragazzi. Ah chiaro! Anche me!
Così sono entrata all’ Università di Kabul, che si trova un po’ fuori dal centro. E’ un vecchio campus, c’è molto verde, pini e viali..ha un non so che dell’Universidad Autonoma madrilena, forse un po’più malmessa. Entriamo nel dipartimento di spagnolo, qua Laura ha la sua classe per insegnare. La lingua italiana è un insegnamento extracurriculare, non è prevista in nessun ordinamento, è un corso che gli studenti decidono di seguire per propria scelta per cui loro stessi sono molto motivati. Alcuni di loro studiano giornalismo, attivita’ ancora molto ostacolata nel Paese e loro me lo confermano. Si rivolgono a me in italiano..fa una certa sorpresa, davvero! Si nota la loro curiosità e voglia di uscire da un isolamento durato troppo a lungo. Quattro andranno in Italia a gennaio, hanno vinto delle borse di studio del MAE, e andranno a studiare italiano all’ Università per Stranieri di Perugia, sono eccitatissimi all’idea e io sinceramente contenta per loro, sarà una grossa opportunità per cominciare a vivere cio’ che anche a loro gli spetta.

mercoledì 5 dicembre 2007

A proposito di bombe

1. effettuare tutti gli spostamenti in macchina e di evitare tragitti a piedi se non necessari;
2. tenere portiere e finestrini ben chiusi durante gli spostamenti;
3. assicurarsi di essere in grado di riconoscere con precisione l’area in cui ci si muove;
4. prestare particolare attenzione a veicoli con vetri oscurati e senza targa;
5. prestare particolare attenzione al momento dell’arrivo presso i luoghi di lavoro o le abitazioni, perché facilmente sorvegliabili da parte di elementi ostili, anche in relazione a comportamenti/orari abitudinari;
6. assicurarsi, prima d’iniziare il movimento, di essere in grado di comunicare (batterie di telefonini e radio cariche, disponibilità di traffico telefonico);
7. evitare gli spostamenti non indispensabili durante le ore notturne; se proprio necessari effettuarli con almeno due macchine.
8. Evitare le folle e gli assembramenti di persone;
9. mantenere, in generale, un atteggiamento di basso profilo.
Queste sono le misure di sicurezza che l'AI a Kabul ci invita a seguire...Elementare Watson!
Per cio' che concerne il punto 7, vi faccio presente che tutti i vari gruppi che lavorano qui, di sera hanno a disposizione un solo autista.

Mur

Ho deciso, voglio anche io un mur, e andro' al baazaar a farmelo fare...Cos'è un mur?Vuol dire timbro e l' ho scoperto l' altro ieri...Ero all' Ospedale di Esteqlal, quello gestito dalla Cooperazione Italiana, e dovevamo distribuire gli incentivi al personale dipendente. Gli incentivi sono delle integrazioni di stipendi, che variano dai 30 ai 100 dollari mensili, a seconda della posizione svolta all'interno dell'ospedale, che vanno a sommarsi ad uno stipendio, in media di 50 dollari, che invece non varia molto a seconda della posizione svolta (eredità dei russi). La Coop Ita, oltre al mese di novembre doveva distribuire anche gli incentivi di ottobre...Potete immaginare qual' era il desiderio, la fame di quella gente...e come si fosse accalcata dietro la porta dell' ufficio. Io e Rasool eravamo addetti alla registrazione di ogni dipendente, che dietro presentazione della c.i. o del tesserino dell'ospedale, riceveva i soldi.E' capitato infatti che persone si sono presentate diverse volte, con diversi nomi, a ritirare anche cio' che non gli spettava. Dall' altro ieri, infatti è più difficle che si verifichi, visto che si procede con firma e registrazione del documento. Ora il punto è che molte di queste persone, che svolgono lavori più umili, non sanno ne leggere ne scrivere, tantomeno firmare..Allora tirano fuori un anello, dove al posto di una pietra c'è incisa la firma.Passano questo anello sulla spugnetta del timbro e lasciano la loro firma..Questo anello con firma incisa è il mur.. e io me lo farò fare per non dimenticare ciò che ho visto e che ogni giorno scopro in questo paese.

Bombe

5 dicembre Kabul, attentato kamikaze 13 morti, tra cui 7 civili e 6 militari
4 dicembre Kabul, attentato kamikaze contro le forze ISAF , 22 civili feriti.
3 dicembre provincia di Helmand, esplosione uccide un uomo, militare inglese.
3 dicembre distretto di Musa Qala, attacco Isaf uccide 5 uomini, talebani.
28 novembre, raid della Nato nel Nuristan, 22 morti civili.
27 novembre Kabul, attentato kamikaze nella zona di Wazeer Akbahn, 2 morti, civili.
26 novembre esplosione di una mina antiuomo a Kabul, 4 morti civili
25 novembre, raid della NATo al confine col Pakistan, 65 morti, talebani.
24 novembre Paghman, a 20 km a Kabul, attentato kamikaze, 10 morti, 9 civili 1 soldato italiano.19 novembre Zaranji, Provincia di Nimroz, attentato kamikaze, 7 morti ,il figlio del governatore della Provincia e 6 guardie del corpo.
Questo è quanto successo da quando sono arrivata qui...Io mi reputo davvero fortunata a poterlo raccontare.

lunedì 3 dicembre 2007

15 giorni a Kabul

Se un giorno mi fossi immaginata da qualche parte, certo non avrei mai detto Kabul...L' idea di visitare gli Stan c' era, ma era relegata in un lontano "si un giorno"..
Poi l' occasione di lavorare a Kabul.. e mica ho detto di no... La sorpresa l' ho letta nel viso di ognuno di voi..quando io personalmente l' ho comunicato.. Sarebbe stato bello avere una carrellata di fotografie dei vostri visi in quel momento, non esiste non preoccupatevi. Ma conservo gelosamente il ricordo di ognuno di voi di quel momento in cui poi, una volta ripresosi dalla sorpresa/shock mi ha sorriso e incoraggiato in questa avventura, sciogliendo ogni minima riserva che serbavo dentro di me ..
E così dedico a voi questo blog, che sto ancora cercando di capire come funziona e che spero ogni giorno di poter migliorare..
D'altra parte al cielo azzurro dei miei amici, non potevo far mancare il cielo bianco di questi giorni a Kabul...
Salaam
Roushan

Primogiorno di blog

Ci sono e sto bene...

Finalmente ho aperto un blog ..
Sono quasi emozionata...
I racconti, le impressioni sono tante e scrivere mi aiuta a fare ordine nella mia testa...

Sarà la mia lettera aperta da Kabul

Vi bacio

Chiara