Ricordo bene che il 31 dicembre 2006 attraversavo Los Angeles, di rientro dalla Baja California, per arrivare a Santa Barbara, per festeggiare la’ il capodanno...Mi fermai ad Hollywood Boulevard per prendere un hamburger con una sprite...Ne ho fatta di strada quest’anno..Non mi sembra vero.. E invece, ho quasi preso piu’ aerei che caffe’ nel 2007. E’ stato davvero un anno intenso e denso di tanti avvenimenti, incontri, nuovi amici e splendide conferme dei vecchi, tramonti mozzafiato, soli e lune, paesi diversi, spiagge diverse, colori e odori impressi nel mio animo. Oggi 31 dicembre 2007 sono a Kabul. Stamattina all’ospedale di Esteqlal, pranzo e poi velocemente una scappata ad un supermercato. Per arrivare a questo supermercato si prende la Jalalabad Road e si vede di tutto. Ma non quello che Hollywood meticolosamente ricostruisce, ma tutta una realta’ fatta di container abbandonati, cessi nuovi e rotti, officine sgangherate per le biciclette, qui ancora usatissimo mezzo di trasporto, officine ancora piu’ sgangherate per le motorette, (alcune di loro sono fantastiche), venditori di ferraglia varia, venditori di bomboloni per il gas, parcheggi per gru e vecchi tir russi, tutti colorati, che trasportano la legna, caserme, basi militari abbandonate, gente davanti a queste incurante di tutto che prende il chai o addirittura in mezzo alla strada, accanto allo spartitraffico, seduta che chiede elemosina. Noi arriviamo a questo supermercato, si chiama Ciano, e’ una catena che fa distribuzione di prodotti alimentari italiani all’estero, e il nome suona familiare. Si tratta proprio di un nipote del ministro degli esteri del fascismo. Sempre piu’ piccolo questo mondo! Io e Raffaele facciamo la nostra spesa, per la prima volta, in Afghanistan, pago col bancomat; la carta non passava (forse impigrita dal non uso ultimamente!) e allora ho provato col bancomat. Ho provato, perche’ gli omini afgani della cassa non sanno leggere nel display quello che vi passa scritto in italiano, e allora, memore del lavoro in libreria, ho fatto tutto da sola! Loro sono rimasti stupiti che sullo scontrino non ci fosse lo spazio per la firma della carta: non ho neanche provato a spiegargli la differenza tra carta e bancomat, sarebbe stato troppo complesso. Ma ho messo comunque una mia firma sullo scontrino del bancomat, dove me lo richiedevano, e sono andata verso la macchina, contenta: io e Raffaele spingevamo il carrello con una cassa di 12 bottiglie di vino, nascoste da un bustone nero dell’immondizia. Il nostro contributo alla festa dell’ultimo dell’anno era assicurato. L’alcool si vende tuttora sottobanco, ma c’e’. E mi son sentita attrice in un vecchio film americano negli anni del proibizionismo, e invece mentre lo caricavamo in macchina coperto dal bustone, sentivo il suo peso. Qua e’ tutta realta’.
giovedì 10 gennaio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commenti:
riesco ad immaginare tutto...mi dispiace proprio non essere venuta, si vede che dobbiamo incontrarci di nuovo in qualche altro lato del mondo!
Posta un commento