domenica 3 febbraio 2008

Safety Matches

Safety matches...
Questo c’e’ scritto sulla scatola di cerini pakistani, gli unici che si trovano qui a Kabul...Ma se vi dovesse capitare non gli date retta...Niente di piu’ fasullo:
Il primo fiammifero generalmente si spezza sotto la testa di zolfo;
Il secondo invece perde la testa di zolfo mentre si passa sulla scatola;
Anche il terzo fa capricci, e torna a spezzarsi nel punto dove il legno e’ per difetto di fabbrica piu’ fino;
Il quarto che si prende invece e’ sfuggito alla macchina che mette la testa di zolfo e ne e’ privo;
Il quinto sembra accendersi, ma e’ solo un impressione;
Il sesto, di nuovo, non ha la testa di zolfo.
Il settimo, vedi sopra.
L’ottavo, invece, ti cade dalle mani nervose;
Il nono sfregandolo sulla scatola la buca e si spezza.
Il decimo si accende, ma arriva un colpo d’aria da uno spiffero per cui torna ad essere inutile;
L’undicesimo fiammifero finalmente fa un suono schioppettante sulla scatola e il buon odore di legno bruciato si spande in aria. La mia sigaretta si e’ accesa.
Ora molti di voi potrebbero dirmi “Chiara e’ l’occasione buona per smettere di fumare” o “Comprati un accendino”, ma il punto non e’ questo. Questo passaggio va applicato per ogni cosa qui a Kabul.
Mi spiego: ogni cosa che sembra semplice e scontata non lo e’ qui, ed ogni giorno me ne ricordo. Come farsi la doccia: a volte, con un filo d’acqua perche’ non c’e’pressione; a volte, non c’ e’ acqua perche’ il freddo di questi giorni (anche meno 20!!!) ha ghiacciato l’acqua nei tubi e nella cisterna, che ovviamente non sono seguiti da una attenta manutenzione; a volte sono costretta rimandare perche’ lo scaldabagno e’ stato inavvertitamente spento; a volte, la cisterna si svuota e va acceso il generatore e la pompa dell’acqua per ricaricare tutto e te ne accorgi quando gia sei pronta ad assaporare l’acqua calda in bagno e devi rivestirti ed uscire (al gelo!) ed avvisare gli omini di guardia e aspettare che sia tutto pronto.
E comunque, al di la di tutto, l’acqua e’ calcarea e mi squama la pelle, gia’ sufficientemente provata da una disidratazione (col freddo mi son resa conto che bevo poca acqua, ma sto recuperando!!) e una reazione allergica dal sapone rimasto nei panni lavati dal simpatico omino che si occupa delle mansioni di casa, e mi secca (sigh!) i capelli (perdonatemi ma e’ importante non perdere quel poco di capriccio femminile che costantemente e’ messo alla prova qua a Kabul!)
E poi, non rimane il piacere di una doccia e perche’ quando esci il bagno e’ gelato.
E poi, asciugarsi i capelli con un phon da viaggio che va’ lentissimo perche’ c’ e’ poca corrente.
A Kabul non esiste riscaldamento nelle case,e cosi’ pure la casa in cui vivo ne e’ priva e siamo tutti muniti di stufe. La mia stanza e’ la piu’ bella ma e’ anche la piu’ grande e la piu’ fredda e per riscaldarla ho gia’ bruciato, in dicembre, due stufe al quarzo, che dovevo comunque ricordarmi di accenderle!
Ora, da un po’, ho fatto installare nella mia camera una stufa a legno, il tradizionale bujari’..Devo sempre ricordarmi di farla accendere e di metterci la legna..e a volte capita che non mi ricordi, o che esco e al mio ritorno la stufa e’ spenta, e se non c’e gasolio, utilizzato al posto della diavolina, la stufa con i pezzettoni di legno, carta e fiammiferi non parte!!
La corrente e’ un bene prezioso, ed e’ niente di piu’ scontato ed immediato nel mondo occidentale. Non a Kabul: io, comunque, mi devo ritenere fortunata perche’ vivo in una zona fornita dalla corrente pubblica, (dietro mazzetta chiaro, qui tutto funziona cosi’) ma durante il giorno e soprattutto la sera si rivela insufficiente e allora la corrente salta magari quando stai lavorando al computer e non hai salvato l’ultimo lavoro, e allora viene acceso il generatore di corrente e oltre al rumore degli elicotteri, che ci fa costantemente compagnia, si sente anche il il rumore del generatore pari a quello di un trattore.
Internet che va e che viene, il pc e le sue componenti nuove, che sembrano farmi un dispetto a non funzionare in modo costante.
Dura la vita a Kabul, ma io sono piu’ tosta. Almeno pensando all’orizzonte, sempre piu’ vicino, del mio ritorno a Roma!!

2 commenti:

Chiara ha detto...

Racconti molto bene ciò che accade. Sembra di vederti mentre, uno dopo l'altro, consumi tutti cerini della scatola per accenderti una sigaretta.
Sembra di sentire e di vedere quel sottile filo d'acqua appena poco tiepido che ti deve bastare per farti una doccia. Questo mi ha impressionato, confesso, più dei cerini....sarà perchè non fumo e invece considero la doccia calda e abbondante una grande risorsa. Non solo per lavarsi ed essere in ordine. Una doccia calda durante l'inverno rigenera lo spirito, oltre che il corpo. Uno spazio di tempo sottratto alla società degli impegni e del "non ho tempo". Fa effetto pensare che per te in questo periodo non sia semplice. Sono felice che l'orizzonte del tuo ritorno a Roma si avvicina. Qui ci manchi! A presto, Isa&Mauri

Chiara ha detto...

Ih Ih, scusa se sorrido ma ti capisco benissimo...ho passato l'ultimo anno e mezzo nelle stesse condizioni solo che togli i -20 e mettici +40 e un'umidita tropicale...nella stagione secca non c'era acqua neanche a scavare 1000 metri, ti dico che alla prima goccia di pioggia correvo come una pazza in cortile a riempire i secchi per potermi lavare!per non parlare del sapone sui vestiti, pelle secca e quant'altro..davvero peccato che non sono venuta li'a farmi due chiacchiere con te!