martedì 5 febbraio 2008

Tendopoli

Lo scorso venerdi’ mi sono recata ad una tendopoli allestita alle porte di Kabul. Il campo ospita gli Internally Displaced Person, ossia quei gruppi di persone che per motivi di conflitto nella'area in cui vivono, e per questioni di sicurezza sono obbligati a lasciare le proprie case. Questo gruppo di persone viene dalla provincia di Helmand, provincia forse meno nota della sua confinante Kandahar, nel sud dell’Afghanistan, ai confini col Pakistan.
La provincia di Helmand e’ completamente in mano all’opposizione talebana, e scontri, morti, guerriglia, violazioni di diritti umani sono all’ordine del giorno in quell’aerea. Queste persone hanno lasciato tutto quel poco che avevano per scampare al pericolo di morte violenta, e hanno deciso di provare a sopravvivere rischiando le temperature polari di questi giorni e la morsa della fame raggiungendo la capitale.
Il problema giuridico che si pone di fronte agli IDP e’ quello dell’assistenza: l’UNHCR per statuto puo’ assistere solamente i rifugiati (salvo eccezioni e piani di intervento ad hoc), cioe’ quelli che provengono da un’altro Paese, il Comitato della Croce Rossa Internazionale per statuto non fa distinzione tra rifugiati, IDP e civili che necessitano assistenza umanitaria per casi di conflitto e violazione dei diritti umani, ma non sempre e’ presente. L’assistenza spetterebbe al Governo di cui fanno parte, e in questo caso il governo afgano, e in tanti casi sono organizzazioni umanitarie (ong e associazioni di volontariato) che si occupano della loro causa..
A Karte Parwan, il nome dell’area dove e’ si trova la tendopoli, ci sono circa duecento persone, tra uomini, donne e bambini che da piu’ di due mesi vivono in condizioni al di sotto dell’accettabilita’ ed ella dignita' umana. Il governo afgano non e’ strutturato ad affrontare in maniera ottimale questa, come tante altre situazioni di emergenza umanitaria, e la loro realta’ e’ impressionante. Le foto che mostro vogliono essere una testimonianza di questa realta’ e penso che non abbiano bisogno di alcun commento aggiunto.

2 commenti:

Cristina ha detto...

Eccomi, finalmente mi sono rimessa in pari con il tuo blog! Brava Chiara, è un ottimo modo per conoscere bene questo paese. Certo non sono buone notizie, è scontato dirlo ma davvero non bisogna mai dimenticare quanto siamo fortunati. Deve essere un'esperienza profonda e toccante, mi sa che quando torni non sarai la solita Chiara. Qui tutto procede, manca solo un mese e ci siamo, mi raccomando... non partorisco senza di te!
Un bacio
Cri

Helga ha detto...

Tremende queste burocrazie! Un pensiero forte da tutti noi.

Marco, Helga e la piccola Luna